Capodanno speciale? A Istanbul, nella magia del Bosforo

Amici di Carlottissima!

Avete già programmato la vostra meta per Capodanno?
Se non avete a disposizione budget illimitati, ma vi va l’idea di scoprire o riscoprire un luogo speciale, potete puntare sulla capitale turca: la bellissima Istanbul.
Ecco dunque la mia esperienza dello scorso anno, positiva ed entusiasmante: ve la racconto qui!

Ormai sapete quanto mi piaccia viaggiare e quanto poco ahimè sia in grado di farlo: i motivi sono i soliti, la famiglia, il lavoro e il portafoglio, sempre troppo magro.

Istanbul

Ma Istanbul è relativamente vicina e si raggiunge in un paio d’ore d’aereo; non costa moltissimo e non occorre il passaporto (ricordiamolo!), quindi la carta di identità valida per l’espatrio è più che sufficiente.

La città è grandissima e in questo periodo dell’anno è molto fredda: può nevicare abbondantemente anche se si affaccia sul mare e inoltre è molto ventosa: suggerisco quindi di coprirsi adeguatamente e di non dimenticare cappello, sciarpa e guanti.

Il centro storico è molto ben segnalato e ci si muove agilmente con i mezzi pubblici: il tram attraversa i luoghi più importanti e costa poco, così come anche la metropolitana, bella e sicura; anche il taxi non è costoso, quindi – a meno che non vogliamo camminare per ammirare la città – possiamo tranquillamente utilizzarli per gli spostamenti.

Moschea Blu

Tre giorni, un weekend lungo, nella città sono sufficienti per ammirare i monumenti più importanti e per capire quanto Istanbul si senta ancora una capitale mondiale culturale e religiosa: nei secoli, è stata Bisanzio per gli antichi Greci, successivamente Costantinopoli, capitale dell’Impero Romano e infine città degli Ottomani a partire dal Medioevo.

Moschea Blu

La cifra della città è la grande vocazione al multiculturalismo e alla religiosità che si respira un po’ ovunque: attualmente di matrice musulmana, Istanbul non ha però cancellato l’antica tradizione cristiana.
Una visita alla celeberrima Moschea Blu è d’obbligo, ma ricordate di coprire il capo e portare con voi uno scialle o un foulard possibilmente nero da indossare prima di entrare.

Quasi di fronte alla Moschea Blu si trova il Museo di Santa Sofia, che si affaccia su una piazza grandissima ove troneggia una enorme fontana, da ammirare anche alla sera, quando illuminata con giochi di luce diventa straordinariamente ammaliante e incantevole.
Una passeggiata serale perfetta per ammirare la città in una dimensione diversa e nuova.

Ayasofya Hurrem Sultan Hamami 

Sempre in piazza, una sosta ad uno degli Hammam più famosi si impone, il Ayasofya Hurrem Sultan Hamami risalente al XVI secolo e riaperto di recente.
Secondo la più classica tradizione ottomana, si tratta di una spa di lusso accessibile a cui non dobbiamo rinunciare.
Ricordate però che qui uomini e donne sono separati, quindi datevi un appuntamento per ritrovarvi dopo qualche ora di relax.

Palazzo Topkapi

Il giorno seguente una visita al favoloso Palazzo Topkapı si impone.
Il Serraglio di Topkapı è magnifico e ricchissimo; fu la residenza del sultano ottomano ed anche il centro amministrativo dell’Impero ottomano dalla seconda metà del XV secolo fino al 1856.
Superbo e gigantesco, si affaccia sul Bosforo, offrendo un panorama unico e mozzafiato.

Cisterna Basilica

All’uscita dal Palazzo, si può riattraversare la piazza e visitare la straordinaria Cisterna Basilica di epoca romana.
Immensa e perfettamente conservata, fu costruita dall’imperatore Giustiniano attorno al 600 d.C.: una riserva d’acqua che misura circa 140 metri per 70, dove all’interno trovano posto ben dodici file da 28 colonne ciascuna, alte 9 metri e distanziate l’una dall’altra di 4,90 m.
Insomma, una caverna gigantesca che costò la vita a centinaia di schiavi, morti di stenti e fatica. Ma resiste ancora e molto bene!

Bazaar 

Per terminare la giornata, una visita al Grande Bazar si impone: si tratta di uno dei più grandi e antichi bazar del mondo.
Oltre quattromila negozi colorati e con una media di circa 300.000 visitatori al giorno: per comprare qualche souvenir o prodotti di artigianato è perfetto, ma il suggerimento è di contrattare sempre e comunque, oltre che essere divertente può farci risparmiare parecchio denaro.

L’ultima giornata si può dedicare al passaggio sul Bosforo: attraversando a piedi il lungo e suggestivo ponte di Galata, dove si assiepano decine di pescatori che con lunghe lenze portano a casa bottini molto abbondanti, si arriva comodamente dall’altra parte della città.

Una visita alla storica Torre di Galata è d’obbligo, ma suggerisco di armarsi di santa pazienza, perché a volte la coda per salire è interminabile e il tempo stringe.

Nei dintorni, tantissimi negozietti caratteristici dove è possibile acquistare anche snack di frutta, salutari ed economici.

Venditori di caldarroste

Per chi le ama, le caldarroste qui vengono vendute in quantità industriale: sono buonissime e profumate e rappresentano una merenda molto gettonata, oltre che economica, dagli abitanti e dai turisti!

Alla sera, è imperdibile una cenetta romantica in uno dei tanti ristoranti lungo il ponte sul Bosforo: pesce freschissimo e prezzi più che accettabili in un’atmosfera magica e suggestiva.

Carlottissima allo spettacolo dei Dervisci

Infine, non si può non assistere allo spettacolo dei dervisci rotanti, che danzano per arrivare al distacco mistico.
Molto caratteristico e particolare, richiede una certa attenzione e a volte la cantilena e la musica che sembra su una stessa nota può risultare un po’ pesante.
Da fare, ovviamente: ma è meglio non essere troppo stanchi!

In ultimo, ma non meno importante, il consiglio è di portare con sé qualcosa da condividere con gli amici e i parenti: ottimi sono i Turkish delight, dolcetti tipici fatti di amido e zucchero, dalla consistenza gelatinosa.

Turkish Delight

Aromatizzati all’arancia, all’acqua di rose, al limone e con pistacchi, mandorle e  spezie sono davvero squisiti.
Possono essere ricoperti da zucchero a velo o farina di cocco per conservarli al meglio e possiamo sceglierli come li desideriamo, farli comporre in pratici vassoi e metterli sottovuoto per un agile trasporto anche in aereo.

Tre giorni passano in fretta e ci lasciano la voglia di tornare: ciao Istanbul, a presto spero!

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