Cocktail Revolution: ecco le tendenze del 2019

Amici di Carlottissima!

Come sapete, non reggo l’alcool, ma non disdegno aperitivi in compagnia né bevande buone e saporite quando esco con gli amici: ecco perché mi interessa la cocktail revolution.

Per fortuna non sono sola, perché i consumatori vogliono bere meglio, non necessariamente di più e sono alla ricerca di nuove esperienze, di sapori differenti e di bevande qualitativamente superiori.
Un rinascimento dei cocktail che pone nuova enfasi sulla qualità a discapito della quantità.


Il segreto?
La volontà di poter scegliere e disporre del drink più adatto ad ogni occasione senza rinunciare al gusto.

Brand, mixologist e barman ribadiscono da tempo che la chiave di tutto è il sapore e le varianti low-proof consentono ai consumatori di apprezzare il gusto delle bevande contenendo l’assunzione di alcool entro i limiti di legge (e della salute in generale).

Grazie alla crescita continua dei trend legati al benessere, nel 2019 assisteremo a un’impennata dei cocktail low alcool, con un numero sempre maggiore di brand e barman pronti a coglierne le tante possibilità creative.

Si è da poco conclusa a Berlino la Diageo Reserve World Class, una gara di bartending internazionale che è diventata un osservatorio privilegiato delle ultime tendenze del bere, che ha visto trionfare l’italiano Orlando Marzo.

E le tendenze? Eccole:

Low & No:
l’attenzione al benessere è sempre maggiore: ecco dunque nei menu e nelle liste dei drink sempre più frequenti le bevande a basso contenuto alcolico o analcoliche.
Non sapevo di essere diventata una trend-setter, ma d’altronde esiste una consapevolezza crescente verso i cocktail vissuti come esperienza, curati e presentati come veri e propri piatti di alta cucina che possano attirare anche coloro che non bevono alcool.
L’obiettivo dei barman non è sostituire completamente i cocktail alcolici, ma piuttosto sperimentare aggiungendo al loro repertorio nuove varianti low e no alcool.

#MyCocktail: grazie alla sempre più incontenibile ascesa dei digital “drink influencer” o anche drinkstagrammers, i cocktail non dovranno essere solo il massimo del gusto e dell’equilibrio, ma conquistare anche gli occhi: tra un like e un retweet, i bartender dovranno saper catturare l’attenzione dei consumatori con un’estetica accattivante e che inviti alla condivisione social.

Parola d’ordine? Sostenibilità! ogni esperienza legata al mondo dei drink verrà ridefinita con una particolare attenzione alla sostenibilità.
Il settore delle bevande infatti punta a sbarazzarsi definitivamente di cannucce di plastica e tovagliolini, alla ricerca di nuovi metodi per ridurre gli sprechi.
Siamo pronti?

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