Comte de Montaigne, uno champagne al bacio

Amici di Carlottissima!
Amate lo champagne quanto  lo amo io? 
Trovate anche voi che le bollicine siano assolutamente deliziose?
Quando le bollicine sono DOC stuzzicano il palato e ci regalano buonumore e una benefica sensazione di leggerezza: ecco perché vi voglio parlare di uno champagne davvero speciale, il favoloso Comte de Montaigne.
Questo prezioso champagne francese porta con sé una curiosa leggenda. 
Pare infatti che, dopo una focosa notte d’amore, il Conte di Montaigne fu accecato dai primi raggi del sole del mattino ed in quel momento ebbe la  visione di quella esplosione di bollicine che avrebbe portato con sé per tutta la vita, tanto da riprodurlo nei suoi Champagne.
Il Comte de Montaigne viene prodotto al sud della Champagne.
Qui, grazie alla posizione geografica, è possibile ottenere un cuvée a base di Pinot Nero e uno Chardonnay apprezzato dagli intenditori più esperti.
Gli Champagne Comte de Montaigne hanno una un’identità marcata, dove passato e presente convivono, rispettando la tradizione ma occhieggiando alla contemporaneità, tanto da arrivare a produrre un prodotto “chic & cool”.
La cantina ha una produzione di nicchia ma di altissima qualità: “solo” un milione di bottiglie l’anno (rispetto a una media di circa 300 milioni di bottiglie per lo Champagne) tanto apprezzate da essere servite alla tavola dell’Eliseo!
Allora, come resistere? Se volete saperne di più, chiedete a Stephan Revol, il titolare della cantina.
Giovane, brillante, simpatico e ottimo imprenditore, oltre che profondo conoscitore di Champagne, Stephan Revol vi saprà indicare dove assaggiare il Comte de Montaigne, lo champagne che regala “un bacio dell’universo, l’universo in un bacio“, come la stessa cantina ama sottolineare.
Personalmente ho avuto la fortuna di apprezzare questo favoloso Champagne Rosè, fresco e piacevole, dal delicato color salmone e con una nota profumata di frutti rossi, insieme a Stephan in compagnia di un’altra campionessa di classe ed eleganza: una vettura Aston Martin! 
Ma questa è un’altra storia, ve la racconterò più avanti…

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